REGIONE

Assessorato Territorio ed Ambiente



ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE

Circolare 25 gennaio 1997 - n.1/97, prot. n. 587 (G.U.R.S. 8/3/97, n.11)

Art. 35, comma 3°, lett. b), legge 28 febbraio 1985 n. 47. Art. 4, comma 4°, D.L. 12 gennaio 1988 n.2, convertito in legge 13 febbraio 1988 n.68. Art. 39, comma 17°, legge 23 dicembre 1994 n.724 - Certificazione di idoneità statica.

Ai sindaci dei comuni della Regione

Ai capi ufficio tecnico dei comuni della Regione

Agli uffici del Genio civile

e, p.c. Al Ministero dei lavori pubblici

Alla Presidenza della Regione

Agli Assessorati regionali

Alla Corte dei conti

Al Consiglio di giustizia amm.va per la Regione sic.

Al tribunale amministrativo della Regione siciliana di Palermo

Al tribunale amministrativo della Regione siciliana di Catania

Alle province regionali

Alle Prefetture

Alle Preture

All’Azienda autonoma delle strade statali

Agli Ispettorati ripartimentali delle foreste

Alle soprintendenze per i beni culturali ed ambientali

Al CO.RE.CO. regionale

Ai CO.RE.CO. provinciali

Agli ordini professionali degli ingegneri

Agli ordini professionali degli architetti

Ai collegi provinciali dei geometri

Alcuni comuni dell’Isola hanno rappresentato a questo Assessorato le loro perplessità riguardo alla corretta applicazione delle norme che disciplinano la presentazione del "certificato di idoneità statica" previsto dall’art. 35 della legge 28/2/85 n.47, e successive modifiche ed integrazioni.

Questo Assessorato ha ritenuto di dover predisporre al riguardo le presenti direttive, definite con il concerto degli Uffici del Genio Civile della Regione, con l’intento di uniformare e snellire le procedure amministrative relative alla predisposizione ed all’inoltro a detti Uffici della certificazione di idoneità statica, ed al fine di agevolare gli adempimenti istruttori da parte degli Uffici tecnici comunali, da effettuarsi entro il 31 dicembre 1997 (- vedasi l’art. 10 della legge regionale 9/12/96, n.47 in G.U.R.S. 14/12/96, n.62), ed il conseguente rilascio della concessione edilizia in sanatoria da parte del Sindaco.

1) RIFERIMENTI NORMATIVI

Come è noto, l’art. 35 della legge 28/2/85 n.47, modificato dall’art. 4 del D.L. 12/1/88 n.2, convertito in legge 13/3/88 n.68, stabilisce che per le costruzioni abusive realizzate anteriormente al 1º ottobre 1983, oggetto di richiesta di condono ai sensi della L.47/85, occorre presentare, tra l’altro, ai fini del rilascio della concessione edilizia in sanatoria, un’apposita certificazione attestante la idoneità statica delle opere eseguite abusivamente, qualora queste eccedano la volumetria complessiva di 450 metri cubi.

Le disposizioni relative agli accertamenti da eseguirsi ai fini della redazione del certificato di idoneità statica, impartite dal Ministero dei Lavori Pubblici con propri decreti in data 15/5/85 e 20/9/85, hanno stabilito i modi ed i termini di esecuzione degli accertamenti in questione, anche per quelle opere risultate non conformi alla normativa sismica, per le quali necessita redigere un progetto di adeguamento strutturale.

La Regione Siciliana, oltre a confermare con l’art. 26 della L.R. 10/8/85 n.37, quanto disposto dall’art. 35 sopra citato, ha previsto con l’art. 7 della L.R. 15/5/86 n.26, la possibilità di allegare alla istanza di condono la certificazione di idoneità statica o la "...dichiarazione di mancanza di pregiudizio determinato dalla nuova costruzione alla struttura preesistente ..." anche per le opere abusive di volume inferiore a 450 metri cubi.

Successivamente, con l’art. 4, 4º comma, del D.L. 12/1/88 n.2, convertito in legge 13/3/88 n.68, con il quale è stato sostituito il 5º comma dell’art. 35 della L. n.47/85 relativo ai casi di non idoneità statica, il legislatore statale, nell’introdurre per la prima volta il concetto di "idoneità sismica", riferito alle "costruzioni eseguite nelle zone sottoposte a vincolo sismico prima della realizzazione delle costruzioni stesse", ha meglio disciplinato la presentazione della certificazione di che trattasi, per i casi di non rispondenza alla normativa sismica delle costruzioni, per le quali, indipendentemente dalla volumetria e qualsivoglia sia la struttura della costruzione, è prescritto il progetto di adeguamento strutturale.

Infine, il comma 17º dell’art. 39 della L. 23/12/94 n.724, ha disciplinato per i casi di non idoneità della costruzione, la predisposizione del progetto di adeguamento statico che si rendesse necessario, in riferimento alle prescrizioni relative al "miglioramento ed adeguamento degli edifici esistenti di cui al punto C.9 delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica".

  1. CONTENUTI DELLA CERTIFICAZIONE DI IDONEITA’ STATICA-SISMICA - DOCUMENTAZIONE.

E’ stato chiesto da parte di alcuni comuni, anche in riferimento ai contenuti della certificazione di idoneità statica in argomento, se fosse o meno necessario, ai fini del prescritto deposito, l’inoltro agli Uffici del Genio Civile a corredo della stessa di tutta la documentazione richiesta dall’art. 17 della legge n.64/74 (progetto edilizio, relazione tecnica, calcolazioni ed esecutivi delle strutture, relazione geologica sul terreno di fondazione), ritenendo sufficiente, ai fini di detto deposito, quanto dichiarato dal professionista abilitato con la certificazione di idoneità circa le verifiche effettuate. Ciò anche in considerazione dell’obbligo di tale allegazione, espressamente prevista dalla legge, nei casi che richiedano l’adeguamento delle strutture alla normativa sismica, e delle raccomandazioni impartite da questo Assessorato con la circolare n.22233 del 3/5/89 e dal Ministero dei LL.PP. con circolare n. 142 del 6/2/89, in ordine alla opportunità che il privato non venga onerato di costi aggiuntivi per la necessaria assistenza di professionisti abilitati, con aggravio sovente oltre misura dei costi finanziari previsti dalla legge per la regolarizzazione della costruzione abusiva.

A tal proposito, in generale si ritiene che, non essendo diversamente previsto per legge, le procedure ordinariamente richieste dalle varie discipline in ordine alla documentazione da produrre ai fini dell’acquisizione dei pareri di competenza degli Uffici preposti alla tutela di vincoli, trovino applicazione anche in riferimento alle norme di sanatoria edilizia, sussistendo pertanto, per quanto attiene al vincolo sismico, l’obbligo in ogni caso di effettuare le prescritte verifiche, per le quali dovranno essere opportunamente documentate le relative indagini e gli accertamenti svolti dal professionista incaricato.

Tuttavia, poiché il deposito della predetta certificazione comporta di per sé, alla stregua degli atti di collaudo statico o di altre certificazioni del direttore dei lavori (come ad esempio il "certificato a struttura ultimata") in ordine al vincolo sismico, la piena assunzione di responsabilità da parte del professionista incaricato in ordine alle dichiarazioni rese in seno alla stessa, si ritiene che possa essere omessa l’allegazione al "certificato di idoneità" della documentazione prevista dall’art. 17 della L. n.64/74, la quale tuttavia dovrà essere esibita su esplicita richiesta dell’Ente preposto alla tutela del vincolo sismico, qualora lo stesso ne ritenesse necessaria la loro acquisizione, o in riferimento alla complessità dell’opera oggetto di certificazione, o per la carenza di informazioni desumibili dal contenuto della certificazione stessa.

Di conseguenza, per la conclusione della fase istruttoria delle istanze di sanatoria da parte degli uffici tecnici comunali (si veda al riguardo la circolare n.1/95 del 16/9/95), si invitano i Comuni in indirizzo a voler valutare preventivamente il contenuto delle certificazioni trasmesse a corredo delle istanze di sanatoria, da inoltrare ai competenti Uffici del Genio Civile, al fine di evitare interruzioni interlocutorie o provvedimenti di diniego.

In ogni caso, per la redazione della certificazione di idoneità statica o sismica, il professionista incaricato dovrà attenersi alle indicazioni contenute nei Decreti del Ministero dei lavori pubblici del 15 maggio 1985 e 20 settembre 1985.

La stessa certificazione dovrà in particolare contenere, oltre ai dati anagrafici del richiedente la sanatoria e gli estremi dell’istanza di condono presentata, le risultanze degli accertamenti eseguiti, in riferimento alle caratteristiche costruttive e dimensionali dell’opera, e delle verifiche di stabilità effettuate in riferimento alla normativa vigente all’epoca dell’accertamento e conformemente alle indicazioni ministeriali.

Giova ricordare inoltre, come il disposto di cui all’art. 4 del D.L. 12/1/88 n.2 (convertito con modificazioni dall’art.1 della L.68/88) ha prescritto la presentazione della documentazione ex art. 17 della legge n.64/74 esclusivamente nei casi di non idoneità della costruzione (anche se di volumetria inferiore a 450 mc.), da assoggettare "eventualmente" a progetto di adeguamento, sia che le stesse siano state realizzate prima che dopo la dichiarazione di sismicità della zona.

Per quanto attiene alle costruzioni che necessitano di adeguamento realizzate in zona attualmente non sismica, di volumetria inferiore a 450 mc. e per quelle in muratura anche di volumetria superiore, è prescritta la redazione del progetto di adeguamento da depositare al Comune in uno alla documentazione necessaria. Allo stesso Comune sarà presentata la certificazione sull’idoneità dell’opera, redatta successivamente alla esecuzione dei lavori di adeguamento. Analogamente, verrà inoltrato al Comune il progetto e la certificazione per le costruzioni in muratura da adeguare, nei comuni dichiarati sismici dopo la loro realizzazione. In tutti gli altri casi, il progetto di adeguamento e la certificazione andranno depositati al competente Ufficio del Genio Civile.

Inoltre, stante la facoltà del Sindaco di richiedere all’interessato la produzione di "ulteriore documentazione" ai sensi del 12º comma dell’art. 26 della legge regionale 10/8/85 n.37, la certificazione della idoneità della costruzione potrà essere oggetto di motivata richiesta anche per le costruzioni di volumetria inferiore ai 450 mc., qualora l’Amministrazione comunale ne ritenga indispensabile l’acquisizione.

Allo scopo di meglio esplicitare la complessa casistica riferita alle certificazioni di che trattasi, sono state predisposte le seguenti tabelle nelle quali sono state rappresentate le varie ipotesi di certificazione in riferimento alle opere idonee (tabella A), ed a quelle che necessitano di adeguamento statico (Tabella B).

 



 3) ACCERTAMENTI E VERIFICHE DA ESEGUIRE

Circa il contenuto delle verifiche statiche da effettuarsi in ordine alla idoneità della struttura a sopportare le sollecitazioni indotte dall’evento sismico, nella considerazione che le stesse devono essere condotte in relazione alla normativa sismica vigente al momento del perfezionamento della pratica, e con riferimento agli accertamenti da eseguirsi ai sensi dei citati Decreti del Ministero dei Lavori Pubblici del 15/5/85 e del 20/9/85, sembrerebbe controversa l’interpretazione degli stessi decreti, nella parte ove richiede che la verifica faccia riferimento di massima ai criteri generali desumibili dalla normativa vigente al tempo dell’accertamento (punto A.6) e dispone un controllo discrezionale a campione delle dimensioni delle strutture (punto A.3). A tal riguardo, necessita chiarire che il "controllo a campione delle dimensioni delle strutture" va riferito esclusivamente ai casi in cui siano stati acquisiti gli elaborati di cui al punto A.1 del citato decreto del 15/5/85 (progetto, calcolazioni delle strutture, relazione delle caratteristiche geotecniche ed idrogeologiche del terreno di fondazione) predisposti in precedenza. Diversamente, ove detti documenti non siano disponibili, il professionista incaricato dovrà procedere ad una "adeguata verifica statica sulla base di rilevamenti".

Inoltre, conformemente a quanto disposto dal Ministero dei LL.PP. con il decreto del 15/5/85 più volte citato, nei casi di sopraelevazioni od interventi localizzati, gli accertamenti e le verifiche di stabilità dovranno essere estese a tutto il fabbricato.

Per le costruzioni che necessitano di adeguamento, è prescritta in ogni caso la verifica di tutte le sezioni della struttura, sia che le stesse siano state realizzate prima che dopo la dichiarazione di sismicità della zona.

La eventualità che debba procedersi alla predisposizione del progetto di adeguamento, si ritiene possa far ricomprendere nel precetto di cui sopra anche le opere oggetto di sanatoria non rispondenti alle norme sismiche relativamente alle altezze in funzione della larghezza della sede stradale, ma che tuttavia non necessitano di alcun adeguamento statico (né risulterebbe logico prevedere per questi casi un regime diverso), come peraltro stabilito dall’art. 4, punto 4, comma 2º del D.M. n.2/88 il quale dispone che "il certificato di idoneità statica è depositato negli stessi termini quando non occorra procedere all’adeguamento" (vedasi a tal riguardo il 4º comma del punto C.9.2.1 delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica).

In ultimo, perplessità sono state rappresentate in ordine agli accertamenti da eseguire sulle costruzioni abusive iniziate prima della classificazione di sismicità della zona ed ultimate in regime antisismico.

Per tali costruzioni dovranno essere eseguiti tutti i controlli e gli accertamenti "facendo di massima riferimento ai criteri generali desumibili dalla normativa vigente al tempo dell’accertamento"; in questo caso il certificato che attesti la idoneità statica potrà essere inoltrato direttamente al Comune, semprecché i lavori siano stati ultimati entro i due anni successivi alla dichiarazione di sismicità e limitatamente al piano le cui strutture siano state completate, ritenendo valido, anche in questo caso, il termine temporale fissato dall’art. 30 della L.64/74 per le nuove costruzioni, e semprecché non ricorrano le condizioni di non idoneità di cui al 6º comma dell’art. 35.

4) VERIFICHE DI STABILITA’ IN CONFORMITA’ AL NUOVO DISPOSTO EX ART. 39, COMMA 17º DELLA LEGGE 23/12/94, N.724. DEROGHE.

Per quanto attiene alla nuova disciplina di sanatoria di cui all’art. 39 della legge 23/12/94 n.724, per l’esplicito richiamo ai capi IV e V della L. n.47/85 operato dal 1º comma dello stesso art. 39, le medesime procedure relative alla certificazione di che trattasi trovano applicazione anche alle richieste di concessione od autorizzazione in sanatoria presentate ai sensi della predetta nuova normativa, innovando questa invece in ordine alla possibilità, in deroga ad ogni altra disposizione, di potere predisporre il progetto di adeguamento statico che si rendesse necessario, in riferimento alle prescrizioni relative al "miglioramento ed adeguamento degli edifici esistenti di cui al punto C.9 delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica" (cfr. art. 39, comma 17º della L. n.724/94).

Come è noto, ai sensi dell’art. 4, 3º comma del D.L. 12/1/88 n.2, integrato dall’art.1 della legge di conversione n.68/88, il Ministero dei LL.PP. avrebbe dovuto provvedere, di concerto con il Ministero per la Protezione Civile, con proprio decreto entro il 13/6/88 (- tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione citata -) alla determinazione degli accertamenti da eseguire ai fini della certificazione in argomento anche in deroga "alle disposizioni della L. 2/2/74 n.64, riguardanti le altezze degli edifici anche in rapporto alla larghezza della sede stradale".

Nelle more della emanazione di dette disposizioni - sino ad ora non intervenute - è stato riferito che alcuni Uffici del Genio Civile hanno ricusato sia le istanze di deposito inoltrate da privati che quelle indirizzate direttamente dai Comuni, che conseguentemente hanno dovuto sospendere le proprie determinazioni in merito alle pratiche di condono edilizio risultanti carenti dell’attestazione di avvenuto deposito della certificazione in argomento.

A tale riguardo, si ritiene che correttamente gli Uffici del Genio Civile dell’Isola hanno finora ritenuto di dover accogliere soltanto le certificazioni redatte in conformità alle direttive impartite dal Ministero dei Lavori Pubblici con i citati decreti del 15/5/85 e 20/9/85, conseguendone d’altro canto la sospensione dell’istruttoria comunale di quelle istanze di condono che risultavano carenti della certificazione in argomento, nella considerazione che le stesse non avrebbero potuto conseguire la sanatoria fino alla emanazione delle predette disposizioni.

Inoltre, circa la possibilità di procedere alle verifiche di stabilità in conformità al nuovo disposto ex art. 39, comma 17º della L. n.724/94, anche per le costruzioni che non necessitano di adeguamento statico, si ritiene che, ferma restando la necessità di effettuare idonei accertamenti e verifiche (da documentare opportunamente), tale procedura possa applicarsi più in generale a tutte le costruzioni abusive oggetto di sanatoria, ivi comprese quelle oggetto di richiesta di condono già presentate ai sensi della legge n.47/85. Ciò nella considerazione che le stesse di fatto risultano "esistenti", e pertanto potrà risultare sufficiente, di volta in volta, verificare la necessità di effettuare o meno le opere di adeguamento.

Necessita al riguardo evidenziare come le medesime condizioni ricorrano anche per le costruzioni in zona sismica, nei casi di edifici realizzati (dopo la classificazione di sismicità della zona) in contrasto con le limitazioni delle altezze in funzione della larghezza stradale (di fatto superando le "deroghe" mai intervenute), ipotizzando per le stesse la necessità di effettuare opere di adeguamento. A tale riguardo, giova ricordare che il punto C.9.2.1 delle citate norme tecniche, tra l’altro, ha previsto che qualora "in relazione allo stato di fatto dell’edificio e sulla base degli accertamenti e delle verifiche eseguite, risulti che non occorrano provvedimenti di adeguamento", deve essere comunque presentata la documentazione tecnica prevista dall’art. 17 della legge 2/2/74, n.64.

Tale ultima eventualità, dovrà essere espressamente dichiarata dal professionista incaricato della certificazione.

5) DICHIARAZIONE DI MANCANZA DI PREGIUDIZIO

L’art. 7, 2º comma della L.R. n.26/86 stabilisce che per le opere di volume inferiore ai 450 mc. "che costituiscono corpi aggiunti in edifici preesistenti, l’attestazione di idoneità statica è sostituita dalla dichiarazione di mancanza di pregiudizio determinato dalla nuova costruzione alla struttura preesistente. Essa sostituisce qualsiasi controllo o parere o approvazione tecnica di uffici statali o regionali" soltanto qualora ricorrano le condizioni di cui alle lettere a) o b) del medesimo articolo 7: in tal caso, a giudizio di questo Assessorato, può essere inoltrata direttamente al Comune presso il quale è in corso di istruttoria la relativa pratica di condono edilizio. Diversamente dovrà essere seguita la procedura del certificato di idoneità statica o sismica.

A tal riguardo, assume rilievo la definizione del concetto di "corpi aggiunti", potendosi intendere con tale locuzione sia quei volumi edilizi di modeste dimensioni strutturalmente collegati all’edificio preesistente, costituenti ampliamenti (anche in sopraelevazione), o ancora "interventi localizzati" su parti strutturali dell’edificio (come, ad esempio: apertura di vani sulla struttura portante, realizzazione, rifacimento od eliminazione di solai, ecc.) in quanto gli stessi comportano sovraccarichi - o minori carichi - con conseguente modifica dello stato tensionale delle parti strutturali interessate e, più in generale, di tutto il complesso strutturale. Il punto A.5 dell’art. 2 del D.M. 15/5/85 stabilisce, infatti, che nei casi sopra descritti gli accertamenti e le relative verifiche statiche vanno estese a tutte le parti dell’edificio interessato.

Anche per questi ultimi casi si ritiene non possa prescindersi dal rispetto delle norme antisismiche alle quali l’attestazione predetta deve uniformarsi, riservando al professionista abilitato all’accertamento la verifica della rispondenza della costruzione alle norme antisismiche, ed all’Ufficio Tecnico comunale (o all’Ufficio del Genio Civile), ognuno per le rispettive competenze, il compito di vigilanza.

Si ritiene, inoltre, che possano essere ricompresi nella definizione di "corpi aggiunti" i corpi accessori che costituiscono pertinenza delle abitazioni, gli sbalzi di modeste dimensioni, ed in genere tutte quelle opere che di norma non sono classificabili in termini volumetrici, come anche le scale esterne - coperte o scoperte - ed i volumi tecnici, qualunque sia la loro struttura, qualora siano solidalmente collegati all’edificio principale.

Per quanto attiene, infine alle costruzioni di volumetria inferiore a 450 mc., appare utile evidenziare come il volume di riferimento sia quello della struttura dell’edificio, computato vuoto per pieno dal piano di posa delle fondazioni, ancorché riferite a piani interamente interrati, fino all’estradosso delle travi di copertura.

6) COMPETENZA DEGLI UFFICI PREPOSTI ALLA TUTELA DEL VINCOLO SISMICO

Fermo restando che, ai sensi dell’art. 35, 6º comma, 2º periodo della L.47/85, il rilascio della concessione o dell’autorizzazione edilizia in sanatoria è subordinato - per qualsiasi tipo di struttura della costruzione e per le opere che non necessitano di adeguamento statico - soltanto al deposito all’Ufficio del Genio Civile del certificato di idoneità sismica (o statica), viene chiesto da parte di alcuni comuni se il vincolo sismico debba intendersi alla stregua degli altri vincoli previsti dall’art. 23, 1º comma della L.R.37/85, per i quali occorre l’assenso dell’organo preposto alla tutela del vincolo stesso, e se tale assenso debba necessariamente manifestarsi attraverso un parere espresso in senso favorevole, ovvero, sia sufficiente produrre copia del certificato di idoneità, munito della attestazione dell’avvenuto deposito al competente Ufficio del Genio Civile, con la medesima procedura adottata per il deposito dei collaudi statici di cui all’art. 7 della L.1086/71.

Inoltre, sono sorti dubbi anche in ordine alla opportunità del rilascio da parte del Genio Civile del certificato di conformità ai sensi dell’art. 28 della L.64/74 anche per le opere in sanatoria.

Poiché l’attestazione rilasciata dall’Ufficio del Genio Civile relativamente al "deposito" del certificato di idoneità sismica - sancito dall’art. 4 del D.L. n.2/88 citato, costituisce l’unico atto dovuto dall’amministrazione preposta alla tutela del vincolo sismico, ritiene questo Assessorato che l’avverbio "soltanto", piuttosto che essere correlato al mero adempimento relativo al deposito degli atti, stia ad evidenziare la deroga rispetto al criterio generale prescritto dall’art. 32, 1º comma della L.47/85 relativamente alla necessità di conseguire il parere favorevole dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo, ritenendosi di conseguenza di potersi derogare anche in ordine all’applicazione dell’art. 28 della L. n.64/74.

Stante, inoltre, la facoltà dell’Ufficio del Genio Civile di provvedere al rilascio di detta attestazione previa verifica della rispondenza degli atti eventualmente acquisiti alla normativa sismica - ferma restando la responsabilità oggettiva del tecnico incaricato della redazione degli stessi -, la stessa attestazione si ritiene possa intendersi alla stregua di un parere reso in senso favorevole.

L’Assessore: GRIMALDI